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SARACINESCO

CENNI STORICI
Saracinesco deve il suo nome ad un gruppo di Saraceni (Arabi) che vi si stabilirono intorno all’anno 800 d.C. Tali Saraceni erano ritenuti una calamità dal Papa e dai Principi cristiani per le loro scorrerie. Essi erano arrivati nel Lazio con l’intenzione, mai riuscita, di saccheggiare Roma. Fallendo nell’impresa misero a fero e fuoco Tivoli e Vicovaro, più vulnerabili territorialmente, per poi rifugiarsi a Saracinesco. Nel 915 furono sconfitti dalle truppe alleate del Pontefice Giovanni X e dei Duchi di Gaeta, Napoli e Spoleto. Nell’XI sec. Saracinesco fu totalmente cristianizzato e diventò proprietà del Sacro Speco. Nel XII sec. Passò sotto i Signori di Poli.

I discendenti dei Saraceni tuttavia costruirono la fortezza nello steso secolo. Durante il Medio Evo il paese appartenne alla famiglia degli Orsini. Le origini arabe di Saracinesco si possono evincere dalla struttura urbanistica tipicamente orientale e dai caratteri somatici degli abitanti (statura alta, occhi neri, pelle olivastra). Gli abitanti di Saracinesco erano conosciuti per la loro bellezza tanto che artisti di notevole riguardo li scelsero più volte come modelli per le loro opere.

POSIZIONE GEOGRAFICA
Saracinesco si affaccia sui monti Ruffi che si estendono tra la Valle dell’Aniene e quella del torrente Fiumicino. Sui monti Ruffi troviamo testimonianze dell’epoca paleolitica e resti di mura ciclopiche di età protostorica, in località Croce, visitabili attraverso un interessante itinerario escursionistico. Il termine “Ruffi” deriva dal cognome romano “RUFUS” appartenuto a una gens presente in quest’area. Ritrovamenti di resti murari calcarei che probabilmente costituivano delle fortificazioni sono stati effettuati sulle cime delle alture sotto cui scorreva l’Aniene mentre risalgono all’epoca romana del I sec. A.C. splendide ville romane collegate a cisterne d’acqua servite dall’acquedotto “Anio Novus”.

LA FAUNA
Sui monti Ruffi sono presenti varie specie di animali protetti: il lupo, la faina, il ghiro, il riccio, lo scoiattolo, la volpe, il tasso e l’istrice. Non è diffilìcile avvistare l’aquila reale, la poiana, lo sparviero e il gheppio e di notte la civetta, il gufo e l’allocco.

LA FLORA
Il sottobosco è ricco di splendide fioriture: anemoni, primule, bucaneve e prugnole oltre a orchidee e narcisi dei poeti. Tra la vasta varietà di alberi abbiamo castagni, querce, ornelli e noccioli.
SARACINESCO: UN’ESPERIENZA DA VIVERE
A Saracinesco c’è un interessante museo del tempo all’aperto composto da sette strumenti di misurazione del tempo dislocati in vari angoli caratteristici del paese. Tra un viottolo e l’altro ecco che si presentano alla vista dello spettatore un orologio solare equatoriale, un orologio solare pastorale, una meridiana orizzontale, una meridiana verticale a quadro declinante, una meridiana analemmatica, un orologio solare di Lambert e, l’opera più interessante, una riproduzione del famoso globo di Matelica. E’ un orologio solare sferico, di epoca romana, dal diametro di circa 30 centimetri realizzato nel II sec. D.C. da studiosi provenienti dalla Grecia e rinvenuto nel 1985 nei pressi di Matelica (Marche). Attraverso una serie di incisioni concentriche è possibile stabilire l’ora e le sue frazioni con uno scarto di soli 10 minuti nonché dati sul giorno, mese, stagione e segno zodiacale. Un esemplare simile è stato rinvenuto in Grecia nei pressi di Micene ne 1939.
Degna di nota è la chiesa di San Michele Arcangelo del sec. XIII che conserva al suo interno la statua lignea della Vergine sempre del sec. XIII
Da Saracinesco si possono compiere piacevoli passeggiate ed escursioni sui monti Macchia e Costatole.

MONTE MACCHIA
Con i suoi 1135 metri di altezza domina il paese. La passeggiata è facile tra boschi di querce e faggi. Dalla vetta si può ammirare una bella vista dei monti Predestini e del Monte Guadagnalo. Il percorso è guidato da segnaletica rosso-bianco-rosso. Tempo 1H e 30M circa

MONTE COSTASOLE
È il più alto dei monti Ruffi con i suoi 1253 metri. Una passeggiata non troppo impegnativa tra boschi di querce e faggi garantisce una splendida vista sulla Piana del Cavaliere, il monte Velino e il Gran Sasso.
Il percorso è guidato da segnaletica rosso-bianco-rosso. Tempo 2H e 45M circa.
COSA VISITARE
Numerosi sono i siti di interesse storico da visitare nei dintorni di Saracinesco se si esclude Roma che è a soli 50 Km di distanza. Tra i siti religiosi si ricordano:
  • il Santuario di Quintiliolo nel quale viene conservato un dipinto su legno del XIII secolo raffigurante la Madonna a cui si attribuiscono miracoli;
  • il Santuario di Vallepietra posto sul monte Autore a 1337 metri luogo di pellegrinaggio per la presenza di un’icona della SS. Trinità, di chiara matrice bizantina, rinvenuta in una grotta vicino al Santuario. Nel santuario sono presenti affreschi e dipinti del XII sec;
  • il Santuario della Mentorella dedicato a Santa Maria delle Grazie di cui si conserva una statua lignea con bambino. Edificato nel IV sec. d.C.dall’imperatore Costantino, pare essere il santuario più antico d’Italia. Nella grotta vicino alla chiesa S. Benedetto da Norcia visse per due anni;
  • il Monastero di s. Scolastica e il Sacro Speco a Subiaco dove S. Benedetto da Norcia dimorò alla fine del V sec. e dove scrisse la sua “REGULA”. Subiaco ha origini romane testimoniate da ritrovamenti archeologici come la statua dell’Efebo e i ruderi dell’imponente villa di Nerone ultimata nel 60 d.C. Nella cittadina si trovano inoltre la rocca abbaziale e numerose chiese antiche. Qui, sul Monte Livata, è ubicata l’unica stazione sciistica alle porte di Roma;
Tivoli, con la sua storia immemore, ha due gioielli non perdibili: la Villa Adriana e la Villa D’Este.
La prima sorge su un terreno di 120 ettari in parte edificati in parte lasciati a verde conformandosi come una vera e propria città romana con piscine, fontane, ninfei, portici e palestre, terme e templi, alloggi per sudditi ed edifici riservati all’imperatore Adriano il quale la fece edificare come residenza estiva in un periodo che va dal 118 al 133 d.C..
Villa d’Este fu costruita nel 1550 per volontà del Cardinale Ippolito d’Este. Conosciuta per le sue meravigliose fontane e complicati giochi d’acqua. La villa nasce in una valle chiamata valle “gaudente” in una prima fase come trasformazione del preesistente convento francescano, in seguito fu ampliata e furono installate condutture idrauliche affinché le acque dell’Aniene potessero alimentare le numerose fontane (50 fontane, 250 zampilli, 60 polle d’acqua, 255 cascate, 20 esedre e 3500 mq di giardini).
La stazione termale di acque sulfuree a temperatura costante di 23°C offre piscine e strutture dove si effettuano trattamenti ai fanghi, bagni, aerosol, inalazioni, irrigazioni ed idromassaggi dai provati effetti benefici e medicali;
L’Acquapiper, grande parco di divertimento acquatico con piscine e scivoli con stupefacenti effetti speciali si trova nei pressi di Guidonia.